Filosofia dell'inizio: chi, cosa, dove, quando e perchè ...iniziare.
di Luca Nave

Proprio all’inizio di un ciclo di incontri del progetto Philosophy With Children con i bambini di otto anni, la maestra presenta "il filosofo" come uno che sa tutto e a cui potete rivolgere tutte le vostre domande difficili. Mi ero assicurato di dire che in quanto filosofo l'unica cosa che so è di non sapere, avevo anche citato Socrate, ma evidentemente questa informazione non è stata recepita dalla maestra. 

Alla richiesta di fare domande difficili al filosofo, le mani delle bambine e dei bambini si sono levate all’unisono e di concerto al cielo: qui tutti avevano domande difficili da porre al filosofo. La stessa reazione non credo sarebbe avvenuta in una classe di adulti. Gli adulti avrebbero avuto tante domande difficili in mente da porre al filosofo ma probabilmente avrebbero chiesto tempo: “lasciami pensare un attimo Maestra, perché le domande difficili sono tante, ma tante risposte so di saperle”.

I bambini sanno di non sapere niente, insomma, di sapere poco, di non avere risposte definitive, certissime e inconfutabili. Gli adulti sì. Per questo le bimbe e i bimbi sono grandi filosofi, spesso frustrati. Il desiderio di fare domande è inversamente proporzionale all'età: più si cresce e meno domande difficili ci si pone.

Le domande difficili sono quelle dei bambini metafisici. Nella loro spontaneità e pieni di curiosità, i piccoli filosofi hanno chiesto al filosofo che sa tutto se esiste Dio e se esiste Satana, se esistono gli extra-terresti, dove andremo quando moriremo, perché esistono le guerre nel mondo…e come è iniziata la vita nell’Universo.

Mi fermo a questa domanda, che abbiamo affrontato con un certo rigore filosofico.

Come è iniziata la vita nell’universo?

Un bimbo subito ha affermato: "mio cugino è scienziato, e mi ha detto che la vita nell’universo è nata con il Big Bang".

Ma un altro ha subito chiesto, pronto a contro-argomentare a questa fallacia logica: “e cosa c’era prima del Big Bang?”.

Un piccolo-grande dibattito filosofico s’è immediatamente innescato tra i piccoli filosofi: semplificando, tesi e antitesi erano sostenute da chi diceva che se tutto inizia col big bang significa che prima non c’era niente, mentre altri sostenevano che se l’universo è infinito non ci può essere un inizio temporale-spaziale né una fine.

E il filosofo assisteva e conduceva il dialogo filosofico. Aveva in mente la terza antinomia della Critica della Ragion Pura di Kant (il mondo è finito o infinito), che improvvisamente vedeva incarnata in una classe di terza elementare, con bimbe e bimbi di otto anni. Pensava anche a Karl Jaspers e agli esistenzialisti: la filosofia nasce e vive in una singola situazione esistenziale e vissuta: se la filosofia resta solo in un libro muore.

Non è importante cosa il filosofo ha "insegnato" alle bambine e ai bambini di otto anni ma cosa ha imparato dalle loro domande.

L'universo ha un inizio oppure è infinito? Dai bambini capiamo quanto è difficile pensare all’inizio, dell'universo, della vita umana, di un progetto, di una relazione, di tutto.

Quando sei nato tu? Chiedilo al tuo bambino?

Quand'eri embrione, zigote, morula, spermatozoo-ovocita o ciò che c’era prima? Lo spermatozoo e l'ovocita "eletti" non nascono dal Nulla ma giungono da qualcosa che c’era prima...

Prima dell’inizio di te?

Siamo nel paradosso: se qualcosa inizia significa che non c’era un prima, se c’era un prima allora l’inizio non inizia in quel momento.

Lo diciamo a te e a tutti i bambini:

L’inizio, come la bellezza, sta semplicemente negli occhi di guarda l’inizio, il durante e il dopo. Insomma, rievocando e scomodando Sat’Agostino, se non mi chiedi cos’è e quand’è l’inizio lo so, ma se non me lo chiedi scopro di non saperlo.

Per riflettere e per vivere una Pratica Filosofica “Sull’inizio e sull’iniziare”, ti  invitiamo all’Happy Aperiphilò di sabato 10 febbraio a Milano, con annessa presentazione della Scuola di Pratiche Filosofiche Pragma di Milano.

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